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Scienza e Arte: due linguaggi per interpretare il mondo

Nell’ambito della Prima Edizione del Premio Internazionale “Nino Fici Li Bassi”, svoltasi il 6 giugno 2026 presso il Teatro Gebel Hamed di Erice, ho avuto il piacere di intervenire con una relazione dedicata al rapporto tra scienza e arte.

La scelta dell’argomento non è stata casuale. Erice rappresenta infatti uno dei luoghi simbolo della cultura mediterranea, città nella quale storia, bellezza, ricerca scientifica e riflessione umanistica convivono da decenni in un dialogo fecondo. In questo contesto, parlare delle relazioni tra sapere scientifico e creatività artistica significa riflettere su una delle grandi sfide del nostro tempo: ricostruire l’unità della conoscenza in un’epoca caratterizzata da una crescente specializzazione dei saperi.

La relazione prende spunto dalle figure di Pitagora, Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Albert Einstein, Italo Calvino, Jorge Luis Borges e Federico II di Svevia, uomini che in epoche diverse hanno dimostrato come rigore razionale e immaginazione creativa possano convivere e alimentarsi reciprocamente.

Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla figura di Nino Fici Li Bassi, intellettuale siciliano al quale il premio è stato intitolato. Nella sua opera poetica e culturale si ritrova infatti una visione ampia del sapere, capace di unire storia, letteratura, fede, memoria e amore per il territorio.

Propongo di seguito il testo della relazione nella convinzione che, oggi più che mai, arte e scienza abbiano bisogno di tornare a dialogare. Entrambe nascono infatti dalla stessa radice: lo stupore davanti al mondo e il desiderio di comprenderne il significato più profondo.

Leggi la relazione completa

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