La Cina oltre gli stereotipi: storia, tradizioni e trasformazioni
Il prof. Rosario Sanguedolce conduce il pubblico alla scoperta di una civiltà millenaria

Ancora una volta il ciclo di incontri culturali promosso dal notaio Salvatore Abbruscato ha offerto ai partecipanti un’occasione di autentico arricchimento umano e culturale. L’appuntamento dedicato alla Cina, affidato alla competenza e alla sensibilità del professor Rosario Sanguedolce, è stato seguito con grande interesse e curiosità da un pubblico numeroso e partecipe, confermando ancora una volta il valore di iniziative che trasformano un semplice incontro in un’esperienza di conoscenza condivisa.

Fin dalle parole introduttive del notaio Abbruscato è emersa la stima nei confronti del relatore, presentato non soltanto come studioso e viaggiatore, ma come amico e socio del Club Culturale Andromeda. La conferenza si è sviluppata attraverso il racconto di un viaggio compiuto nel 2011, accompagnato da una selezione di fotografie scelte tra oltre milleduecento scatti realizzati durante quella esperienza. Immagini custodite per anni in un cassetto e riportate alla luce per raccontare una Cina diversa da quella spesso proposta dagli stereotipi e dalle semplificazioni mediatiche.

Alla ricerca della Cina imperiale
Il professore Sanguedolce ha spiegato come la scelta dell’itinerario non sia stata casuale. Invece di lasciarsi attrarre dalle luci delle grandi metropoli moderne, il gruppo decise di dirigersi verso il cuore storico della Cina, alla scoperta delle antiche città imperiali: Pechino, Datong, Pingyao, Chengde e Taiyuan. L’obiettivo era comprendere le radici profonde di una civiltà che vanta oltre quattromila anni di storia e che ancora oggi esercita una straordinaria influenza sul mondo contemporaneo.

Attraverso fotografie e commenti, il pubblico è stato accompagnato in un percorso che ha unito geografia, storia, arte, architettura e riflessione antropologica. Non si è trattato di una semplice esposizione di immagini turistiche, ma di una vera immersione nella cultura cinese.

Confucio e la centralità dell’uomo
Uno dei momenti più significativi della relazione è stato dedicato alla figura di Confucio. Il relatore ha ricordato come il grande pensatore cinese, vissuto circa sei secoli prima di Cristo, abbia posto l’uomo al centro della propria riflessione filosofica, anticipando temi che in Occidente sarebbero emersi molti secoli dopo.

Confucio fu presentato come il grande promotore dell’armonia sociale e dell’unità del popolo cinese. In un’epoca caratterizzata da continue guerre e divisioni territoriali, egli indicò la strada della convivenza e della responsabilità morale, sostenendo che la violenza nasce dall’incapacità dell’uomo di riconoscere il valore dell’altro.
Questa riflessione ha costituito una sorta di filo conduttore dell’intera conferenza, offrendo una chiave di lettura della storia e della mentalità cinese.

Pechino, la Città Proibita e il senso della grandezza
L’arrivo a Pechino ha rappresentato l’inizio del viaggio nella Cina imperiale. Le immagini della Città Proibita hanno suscitato grande interesse. Attraverso le fotografie sono emerse le dimensioni monumentali degli spazi, la ricchezza delle decorazioni e il profondo significato simbolico dell’architettura.

Particolarmente suggestive le osservazioni sui colori dominanti della tradizione cinese: il rosso e il giallo, utilizzati ovunque come espressione di forza, vitalità e autorità. Il professor Sanguedolce ha evidenziato come ogni elemento architettonico sembri concepito per trasmettere il senso della grandezza imperiale e del rispetto dovuto all’autorità.
Le fotografie di giovani, famiglie e scene di vita quotidiana hanno inoltre mostrato il volto umano della Cina contemporanea, lontano dai luoghi comuni e sorprendentemente vicino alla sensibilità occidentale.
Spiritualità e religione
Un altro aspetto che ha colpito i partecipanti è stato il racconto della dimensione religiosa. Templi, pagode, statue del Buddha, incensi e momenti di raccoglimento hanno mostrato una società nella quale la spiritualità continua a occupare uno spazio significativo.

Le immagini di giovani raccolti in preghiera davanti ai templi hanno offerto una prospettiva spesso ignorata dai resoconti occidentali. La Cina descritta da Sanguedolce non è soltanto una potenza economica o tecnologica, ma anche una civiltà che conserva un forte legame con le proprie tradizioni spirituali.
L’Esercito di Terracotta e la Muraglia Cinese

Tra le tappe più affascinanti del percorso figurano certamente l’Esercito di Terracotta e la Grande Muraglia Cinese.

Davanti alle immagini delle migliaia di guerrieri in terracotta, il relatore ha illustrato la grandiosità del progetto voluto dall’imperatore Qin Shi Huang, evidenziando come ogni volto presenti caratteristiche differenti, quasi a rappresentare un esercito reale destinato a proteggere il sovrano anche oltre la morte.

Non meno emozionante è stato il racconto della Muraglia, descritta non soltanto come una straordinaria opera ingegneristica, ma come il simbolo della volontà di un popolo di difendere la propria identità e il proprio territorio.
Tradizione e modernità
Uno dei temi più stimolanti emersi nel corso dell’incontro è stato il rapporto tra passato e futuro. Le fotografie di antiche pagode e monasteri accostate ai moderni grattacieli hanno mostrato una Cina tra conservazione e sviluppo.

Particolarmente significativa è apparsa l’osservazione relativa a Datong, dove edifici storici secolari convivono con un’espansione urbana impressionante. Questo contrasto ha offerto lo spunto per riflettere sulle trasformazioni economiche che stanno modificando il volto del Paese.
Musica, arte e armonia
Di notevole interesse è stato il dialogo sviluppatosi sul tema della musica cinese. Partendo dalla presenza di strumenti tradizionali e dall’osservazione di una scala musicale pentatonica, si è aperta una riflessione sul diverso modo di concepire l’arte in Oriente e in Occidente.

Secondo quanto emerso nel dibattito, la tradizione musicale cinese tende a privilegiare l’equilibrio, l’armonia e il rapporto con il cosmo, mentre la musica occidentale ha spesso cercato il contrasto, il dramma e la tensione emotiva. Una differenza che riflette due differenti modi di guardare al mondo e all’esperienza umana.
La Cina di oggi e le sfide del futuro
Nella parte conclusiva dell’incontro il dibattito si è allargato ai temi dell’innovazione tecnologica, dell’intelligenza artificiale e del crescente ruolo della Cina nello scenario internazionale.

Sono state ricordate le grandi invenzioni cinesi — dalla bussola alla carta, dalla stampa alla polvere da sparo — e si è discusso del ruolo che il Paese sta assumendo nel campo delle nuove tecnologie. Le riflessioni si sono concentrate soprattutto sulla necessità di affrontare il cambiamento senza pregiudizi e senza paure irrazionali, riconoscendo che ogni innovazione porta con sé opportunità e interrogativi.
Un incontro che lascia il segno
Al termine della serata il notaio Abruscato ha espresso piena soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa, sottolineando come la relazione abbia consentito ai partecipanti di conoscere aspetti storici, religiosi, artistici e sociali della Cina, aprendo nuove prospettive di studio e approfondimento.


“Ritratto dell’imperatore Kangxi in abito di corte”
Più che una semplice conferenza di viaggio, quella del professor Rosario Sanguedolce è stata una lezione di apertura culturale. Le sue fotografie non hanno mostrato soltanto monumenti e paesaggi, ma soprattutto persone, emozioni, tradizioni e modi diversi di interpretare la vita.

È forse questa l’eredità più preziosa della serata: la consapevolezza che conoscere un popolo significa andare oltre i luoghi comuni, lasciarsi guidare dalla curiosità e riconoscere, dietro ogni differenza, una comune umanità.

Come è emerso più volte durante l’incontro, la Cina resta un mondo ancora in parte da scoprire. E proprio per questo continua ad affascinare.

Professore Pintaldi il suo commento coglie il nucleo della mia presentazione che voleva essere non il resoconto di un viaggio ma la conoscenza di un popolo, di una nazione che spesso sono considerati da noi occidentali di dimensioni oscure prive di quella empatia che noi occidentali amiamo osservare. Niente è oscuro in Cina: i turisti sono accolti con sorrisi e simpatia e la mancata conoscenza delle lingue induce a raccontare la loro vita con sorrisi e una gestualità tipica dei mediterranei. Grazie prof anche per la canzone la cui melodia ci trasporta in un mondo di sogni
Grazie, complimenti a Lei, Professore
Ieri sera 28 maggio sulla mia piattaforma zoom, Il prof Sanguedolce , socio del Club Culturale Andromeda, con la esibizione di foto e sue riflessioni, ci ha consentito di avere un approccio abbastanza consistente con la Cina, con la sua storia millenaria, le sue tradizioni e la sua spiritualita’, con un linguaggio espositivo abbastanza chiaro e comunicativo.
Con un commento magistrale , pari a una prolusione universitaria fatta per celebrare l’apertura dell’anno accademico, il prof. Francesco Pintaldi, pure lui socio del Club Andromeda , ha dato un’ampia spiegazione dei vari argomenti oggetto della presentazione.
Esprimo un grazie ad entrambi per questo ” servizio” culturale che hanno reso a noi di Andromeda e a tutti quelli che avranno il
privilegio di vedere la registrazione che troveranno sulla mia pagina di Youtube
https://youtu.be/fOUcfIH3O4s
Grazie Presidente, sempre molto attento e generoso