Viaggio nell’Universo: una serata tra scienza, storia e meraviglia del cosmo

Dalla scoperta di Cerere all’origine del cosmo: una conversazione tra scienza, storia e meraviglia dell’universo.
Una serata dedicata al mistero dell’universo, tra scienza, storia dell’astronomia e riflessioni sull’origine del cosmo. È questo il tema dell’incontro online svoltosi il 9 marzo,coordinato dal dott. Salvatore Abruscato, che ha visto protagonisti il professor Francesco Pintaldi, matematico e studioso appassionato di astronomia, e il professor Giuseppe Mangano, astronomo e divulgatore scientifico.
L’incontro ha offerto al pubblico un affascinante percorso tra passato e presente della ricerca astronomica, mostrando come l’osservazione del cielo abbia accompagnato l’umanità fin dalle sue origini.

Dalla meridiana alla scienza moderna
Nel suo intervento introduttivo, il professor Francesco Pintaldi ha ricordato come l’interesse dell’uomo per il cielo sia antico quanto la civiltà stessa. L’astronomia, ha spiegato, non nacque soltanto come contemplazione del firmamento, ma anche come strumento pratico per orientarsi nel tempo e nello spazio.
Nel passato, infatti, la misurazione del tempo era affidata al movimento del Sole. Le meridiane, spesso collocate nelle chiese o negli edifici pubblici, consentivano di determinare con precisione il mezzogiorno solare grazie a un semplice raggio di luce che attraversava un foro nella volta e cadeva su una linea tracciata sul pavimento. Un esempio celebre è la meridiana della basilica di San Petronio a Bologna, straordinario strumento scientifico del Seicento.
Con l’espansione dei commerci e della navigazione marittima, tuttavia, l’osservazione del cielo divenne una necessità scientifica sempre più rigorosa. Nel Settecento nacquero così i grandi osservatori astronomici europei.

L’osservatorio di Palermo e la scoperta di Cerere
Un ruolo importante in questa storia è svolto anche dalla Sicilia. Nel 1786 il governo borbonico decise di costruire due osservatori astronomici nel Regno: uno a Napoli e uno a Palermo. La posizione strategica della città nel Mediterraneo la rendeva infatti ideale per le osservazioni celesti utili alla navigazione.
Nel 1790 nacque così l’Osservatorio astronomico di Palermo, diretto dal matematico e astronomo Giuseppe Piazzi. Grazie a strumenti all’avanguardia e a un meticoloso lavoro di catalogazione stellare, Piazzi realizzò una delle imprese scientifiche più celebri della storia dell’astronomia.
La notte del 1° gennaio 1801, osservando il cielo, individuò un punto luminoso che non compariva nei cataloghi stellari. Non era una stella: si trattava di un nuovo corpo celeste. Piazzi lo chiamò Cerere Ferdinandea, oggi noto semplicemente come Cerere, il primo asteroide scoperto nella fascia tra Marte e Giove. La scoperta dimostrò che il sistema solare era ancora lontano dall’essere completamente conosciuto.
Le dimensioni vertiginose dell’universo
Il professor Giuseppe Mangano ha guidato il pubblico nel cuore della cosmologia contemporanea, illustrando le principali teorie sull’origine dell’universo.
Secondo il modello del Big Bang, l’universo avrebbe avuto origine da una fase estremamente densa e calda, da cui si sono formate le prime particelle elementari e successivamente gli atomi di idrogeno. Da queste prime strutture si sarebbero poi sviluppate le stelle e le galassie.
Le dimensioni dell’universo sono quasi inconcepibili. Solo nella nostra Via Lattea si stima la presenza di circa 200 miliardi di stelle, mentre la galassia di Andromeda ne conterrebbe circa 400 miliardi. E le galassie osservabili nell’universo sono almeno cento miliardi.
Di fronte a numeri così grandi, l’uomo si trova davanti a una realtà che sfida continuamente la sua capacità di comprensione.

Il Sole, le stelle e l’energia cosmica
Nel corso dell’incontro si è parlato anche del funzionamento delle stelle e della straordinaria energia prodotta dal Sole.
All’interno del suo nucleo, dove la temperatura raggiunge circa 16 milioni di gradi, avvengono reazioni di fusione nucleare: gli atomi di idrogeno si trasformano in elio liberando enormi quantità di energia. Solo una piccolissima parte di questa energia raggiunge la Terra, ma è sufficiente a sostenere la vita sul nostro pianeta.
Il Sole, che contiene circa il 99,8% della massa dell’intero sistema solare, domina il movimento dei pianeti grazie alla sua immensa forza gravitazionale.
Un universo ancora pieno di misteri
Nonostante i grandi progressi scientifici, l’universo resta in gran parte un enigma. Molti interrogativi rimangono aperti: la natura della materia oscura, l’origine dell’universo, l’esistenza di altre forme di vita.
La vastità del cosmo rende infatti plausibile che la vita non sia un fenomeno esclusivo della Terra. Le condizioni che hanno reso possibile la nascita della vita sul nostro pianeta potrebbero esistere anche altrove.
La scienza come invito alla riflessione
L’incontro si è concluso con una riflessione che va oltre la scienza. Studiare l’universo significa anche prendere coscienza della piccolezza dell’uomo di fronte all’immensità del cosmo, ma anche della sua straordinaria capacità di comprendere e interrogare la realtà.
In un universo popolato da miliardi di galassie, l’umanità resta una piccola presenza. Ma è una presenza capace di guardare il cielo e porsi domande. Ed è proprio questa curiosità — la stessa che ha guidato astronomi come Piazzi e continua a guidare gli scienziati di oggi — che rende l’avventura della conoscenza infinita quanto l’universo stesso.

ringrazio il prof Francesco Pintaldi per questa descrizione dettagliata ed esauriente dell’incontro culturale del 9 marzo, che mette in evidenza la importanza di ogni comunicazione scientifica che ha per oggetto l’universo che non puo’ mai appagare la sete di conoscenza e che non puo’ dare le risposte a tutti gli interrogativi. Mi ritengo soddisfatto di tutte le informazioni sull’argomento esposte egregiamente ed eloquentemente dai professori Pintaldi e Mangano.
Gratificato per la partecipazione a questo interessante evento che ha visto presenti diversi appassionati e studiosi di Astronomia. Molto bella ed esaustiva la trattazione storica del Prof. Pintaldi con il quale mi pregio di collaborare e condividere da molto tempo iniziative degne di nota. Ineccepibile il coordinamento del Prof.
Abbruscato che ha saputo dare all’evento il buon tenore di professionalita’ culturale ed una attenta moderazione nei vari interventi che si sono svolti in maniera valida, proposti da partecipanti preparati e interessati agli argomenti trattati.
Se ne auspicano futuri eventuali incontri.
Sono rimasta affascinata ..Ho ascoltato con profondo interesse tutti gli argomenti trattati… I Partecipanti molto competenti in questo settore,mi hanno condotto all’interno di un mondo nuovo per me .Ciò mi ha permesso di ampliare non soltanto la mia conoscenza ,ma l’evento e ciò di cui si è parlato , mi ha fatto riflettere sul grande mistero della vita sulla terra e sulla magia della Scienza.Un incontro interessantissimo con scienziati che ci hanno raccontato quanto c’è di affascinante tra le stelle e quanto ancora la Scienza và avanti nella conoscenza del Cielo.
Ringrazio in particolar modo il Professore Mangano ,che mi ha invitato a questo incontro veramente importante per me .Lui con il suo modo di narrare e spiegare anche concetti difficili , mi ha fatto comprendere che il mondo dell’Universo posso ancora un pò conoscerlo e attraverso la Sua conoscenza posso comprendere me stessa e il perchè della Vita .
Desidero esprimere un sentito ringraziamento per l’incontro del 9 marzo 2026, al quale ho avuto il piacere di partecipare per la prima volta su invito del professore Giuseppe Mangano. E’ stata per me un’esperienza particolarmente significativa, non solo per i preziosi interventi, ma anche per il clima di autentico dialogo culturale che ho potuto percepire e constatare. Gli interventi dei professori Francesco Pintaldi e Giuseppe Mangano mi hanno guidato in un percorso affascinante che intreccia storia dell’astronomia, cosmologia contemporanea e arte: con il Prof. Pintaldi dalle antiche meridiane, strumenti con cui l’uomo imparava a misurare il tempo osservando il Sole, fino alla scoperta di Cerere da parte di Giuseppe Piazzi; mentre il Prof. Mangano ha accompagnato il pubblico nel cuore della cosmologia contemporanea, illustrando le principali teorie sull’origine dell’universo e aprendo lo sguardo alle grandi domande sulle dimensioni del cosmo, sulla possibile esistenza di altre forme di vita e sulle ultime conquiste scientifiche.
Fin dal primo momento in cui ho conosciuto il vostro gruppo ho percepito cordialità, grande ricchezza culturale e un autentico spirito di ricerca. La vostra espressione “Intersezioni Culturali – Arte al centro, Saperi in dialogo” non è soltanto un motto: l’arte è davvero al centro di questa iniziativa, come motore di ispirazione e ponte tra discipline, e si manifesta nella qualità del confronto e nella passione con cui vengono condivise conoscenze, idee e visioni.
Sono inoltre riconoscente al Prof. Mangano per avermi fatto conoscere questa straordinaria realtà di incontri e per la possibilità di poter partecipare anche ai prossimi appuntamenti, che rappresentano occasioni importanti di crescita, condivisione culturale e arricchimento personale.
Al coordinatore Prof. Salvatore Abbruscato, a tutti i relatori e agli organizzatori rivolgo quindi i miei più sinceri complimenti e la mia gratitudine per aver creato uno spazio in cui scienza, arte, cultura e curiosità intellettuale possono dialogare e continuare ad alimentare quella meraviglia verso il cosmo che accompagna da sempre il cammino dell’umanità.