Dantedì 2026: onorare Dante, padre della lingua e guida dell’anima
Un viaggio nella Divina Commedia tra poesia, fede e conoscenza universale in un articolo di Salvatore Abbruscato
Ci sono opere che non si leggono una volta sola, ma che accompagnano la vita, tornando a interrogare il lettore in momenti diversi e con significati sempre nuovi. La Divina Commedia di Dante Alighieri appartiene certamente a questa categoria: non è soltanto un capolavoro della letteratura, ma un’esperienza di conoscenza, un viaggio che coinvolge insieme ragione, fede e immaginazione.
Nel proporre questo breve profilo di Salvatore Abbruscato in occasione del Dantedì, non si intende aggiungere qualcosa a quanto già infinitamente detto su Dante, ma piuttosto condividere una riflessione personale: quella di un lettore che, nel tempo, ha trovato nei suoi versi non solo bellezza, ma anche strumenti per comprendere meglio l’uomo, la storia e se stesso.
Rileggere Dante oggi significa infatti misurarsi con domande essenziali che restano immutate: il senso della giustizia, il valore della libertà, il destino dell’anima, il rapporto tra umano e divino.
Per questo motivo, ogni ritorno alla Commedia non è mai un semplice esercizio culturale, ma un atto di consapevolezza.
Oggi e’ il Dantedi’ la giornata nazionale a lui dedicata. 25 marzo 2026
di Salvatore Abbruscato
L’amore che noi nutriamo per Dante, e che ci fa cercare il suo volume, è sempre vivo dentro di noi, e ricordarlo in questo modo è una occasione per approfondire la conoscenza del suo immortale poema , e bere così alla sua fonte di sterminata sapienza e godere di tutte le bellezze della sua poesia e delle molteplici ricchezze culturali che essa manifesta, della storia, delle dottrine cristiane, delle discipline profane, del mito, delle antichità greche e romane, un poema che nella sua immensità abbraccia eternità e tempo, cielo e terra , come egli stesso sostiene( Paradiso canto XXXI versi 37-39) “ Io, che al divino dall’umano,/ all’etterno dal tempo era venuto,/ e di Fiorenza in popol giusto e sano”
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grazie carissimo Francesco per avere pubblicato la mia relazione sulla Divina Commedia accompagnata dall’immancabile e sapiente tuo commento.