Frammenti di cuore:la poesia come atto di libertà
Frammenti di cuore non è semplicemente una raccolta di poesie: è un diario emotivo, un atlante dell’anima in cui ogni verso nasce da una necessità profonda, quasi fisica, di dire al mondo e di attraversarlo. Giovanni Gulino scrive perché non può fare altrimenti, perché la poesia diventa per lui gesto vitale, strumento di conoscenza e, insieme, di riscatto.
I suoi testi si muovono tra lirica e riflessione, alternando l’intimità dell’amore – sognato, desiderato, invocato – alla consapevolezza lucida di una realtà che spesso esclude, discrimina, ferisce. L’amore, qui, non è mai evasione: è forza etica, è dignità, è desiderio di pienezza. Amore per una donna ideale e concreta insieme, amore per la vita, per la natura, per il mare, per gli affetti familiari, ma anche amore come diritto negato, come spazio ancora da conquistare.
La disabilità, vissuta e mai esibita, attraversa il libro come una linea di verità: non chiede compassione, ma ascolto. Gulino non urla, non predica, non rivendica con rabbia. Denuncia con garbo, ma con fermezza, le contraddizioni di una società che parla di inclusione senza praticarla davvero. La sua poesia diventa così un atto politico nel senso più alto del termine: un invito a riconoscere l’altro, a guardare senza pregiudizi, a restituire centralità all’umano.
Dal punto di vista stilistico, i versi sono diretti, talvolta essenziali, sorretti da immagini immediate e riconoscibili. Non cercano l’ornamento, ma l’autenticità. È una poesia che nasce dall’esperienza, che non teme la fragilità e che proprio da essa ricava la sua forza più incisiva.
Frammenti di cuore è un libro che parla a tutti, perché racconta ciò che ci accomuna: il bisogno di essere visti, amati, rispettati. In un tempo spesso distratto e cinico, queste pagine ricordano che la poesia può ancora illuminare i cuori e accendere le coscienze. E che l’arte, quando è vera, sa davvero abbattere ogni barriera, fisica e sociale.

Chi è Giovanni Gulino
Giovanni Gulino nasce a Ragusa nel 1990 e vive a Marina di Ragusa. Poeta e attivista per i diritti delle persone con disabilità, ha fatto della scrittura una forma di libertà, di testimonianza civile e di dialogo con il mondo.
Diplomato al Liceo delle Scienze Sociali, si avvicina alla poesia in età adolescenziale, iniziando a scrivere all’età di quindici anni. I suoi primi lavori, Giovi’s Dream (2008) e Gabbiani (2012), circolano inizialmente in forma privata, segnando l’inizio di un percorso espressivo fondato sull’urgenza del dire e sulla centralità dell’esperienza vissuta.
Nel 2025 pubblica la raccolta Frammenti di cuore. Riflessioni di un aspirante poeta (Elisir Servizi Editoriali), un’opera che intreccia poesie e prose dedicate ai temi dell’amore, della fragilità umana, della disabilità, dei diritti civili e della dignità della persona. Il libro si configura come un diario emotivo e civile, in cui la parola poetica diventa strumento di consapevolezza e di speranza.
La raccolta è stata presentata ufficialmente presso la Camera dei Deputati, nella prestigiosa Sala Matteotti, portando la voce di un giovane poeta siciliano in uno dei luoghi simbolo delle istituzioni democratiche. Un evento di forte valore culturale e civile, che ha sottolineato il ruolo dell’arte come veicolo di inclusione e riflessione sociale.
Parallelamente all’attività letteraria, Giovanni Gulino è protagonista del cortometraggio Il coraggio di raccontarsi, realizzato nell’ambito di un progetto di Cinema Creativo ideato da Antonio Carnemolla. Il film racconta la sua esperienza di vita e viene proposto anche come strumento educativo nelle scuole, per sensibilizzare i giovani sui temi della disabilità e della diversità come risorsa.
È socio onorario dell’Associazione I Ragazzi del Piave, impegnata nella promozione dell’inclusione sociale e culturale delle persone con disabilità, con la quale ha collaborato a iniziative editoriali e divulgative.
Affetto da tetraparesi spastica dalla nascita, Giovanni Gulino rifiuta ogni forma di pietismo e affida alla poesia il compito di affermare la propria identità, convinto che la fragilità non sia un limite, ma una chiave di lettura più profonda dell’umano. La sua scrittura, semplice e diretta, nasce dall’esperienza e si offre come invito all’ascolto, al rispetto e alla responsabilità collettiva.
Francesco Pintaldi
