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Donne, immigrazione e diritti: il messaggio del convegno nelle parole di Abbruscato

Tra testimonianze e analisi, il convegno rilancia il valore del volontariato e la necessità di una risposta collettiva.

INTERVISTA AL NOTAIO SALVATORE ABBRUSCATO

Il convegno “Donne e immigrazione”, promosso dai Maestri del Lavoro a Palermo, ha offerto uno spazio di riflessione articolato su temi di forte rilevanza sociale: dalla condizione delle donne migranti al ruolo del volontariato, fino alle persistenti disuguaglianze di genere. Un confronto multidisciplinare che ha messo in luce fragilità, diritti e responsabilità collettive.

A coordinare l’incontro è stato il notaio Salvatore Abruscato, che ha guidato il dialogo tra relatori e pubblico, contribuendo a delineare i nodi centrali emersi durante i lavori. In questa intervista, Abbruscato ripercorre i passaggi più significativi del convegno, soffermandosi sul valore del volontariato come presidio sociale, sulla “doppia vulnerabilità” delle donne migranti e sulla necessità di un impegno condiviso tra istituzioni, associazioni e cittadini.

L’intervista

D. Nel convegno è emerso con forza il tema del volontariato, soprattutto in ambito ospedaliero: Quanto ritiene che questo tipo di impegno rappresenti oggi un presidio sociale fondamentale per le situazioni di fragilità?

R. Premetto che il nostro caro amico Emanuele Insinna , consigliere maestro del lavoro, si e’ molto prodigato per la organizzazione dell’evento; da questo convegno sono emersi diversi messaggi riguardanti il volontariato in favore dei ricoverati  in ospedale, la condizione sociale delle donne nelle varie civiltà, il loro status di godimento dei diritti, la loro condizione di emigranti e l’esistenza di molte donne scrittrici. Il messaggio più forte è questo, che la donna nei paesi culturalmente arretrati, come alcuni africani e musulmani, è sottomessa al potere maschile e a quello politico, in uno stato di estrema inferiorità rispetto a quello maschile, privata di qualsiasi libertà, violentata fisicamente e moralmente. E’ emerso pure che nella nostra civiltà non si è ancora raggiunta la parità tra i due sessi.

D. Notaio Abbruscato, nel suo ruolo di coordinatore, quale ritiene sia stato il messaggio più forte emerso da questo convegno su donne e immigrazione?

R. Il volontariato in favore dei più deboli, di coloro che soffrono, dei ricoverati in ospedale è, senza dubbio, una risorsa fondamentale che serve a dare conforto e a mitigare lo stato di disagio e in alcuni casi a dare una soluzione positiva del problema; il volontariato è una forza che interviene a  colmare le lacune del nostro sistema.

D. Dalle relazioni è emerso il quadro di una “doppia vulnerabilità” delle donne migranti, tra violenza di genere e difficoltà di integrazione: quali interventi ritiene prioritari, a livello sociale e istituzionale, per affrontare questa realtà?

Sulle donne migranti occorre una maggiore presenza delle istituzioni e anche dei cittadini e delle varie associazioni in aggiunta a quelle di volontariato. Accoglienza, inclusione e integrazione nella società sono le attività essenziali per le quali tutti dobbiamo collaborare accanto alle istituzioni e al volontariato.

D. Il convegno ha intrecciato prospettive diverse — sanitarie, sociali, storiche e letterarie —: quanto è importante, a suo avviso, un approccio interdisciplinare per comprendere temi complessi come quello della condizione femminile oggi e in che modo i Maestri del Lavoro possono contribuire concretamente, attraverso iniziative come questa, alla formazione civile e sociale delle nuove generazioni?

Il tema complesso della condizione femminile che coinvolge aspetti sociali, politici, giuridici, antropologici, psicologici, richiede una risposta altrettanto complessa da parte di tutti, dello Stato in primis, che deve intervenire  con leggi rigorose come quella che preveda l’ergastolo per il femminicidio e pene severe per tutte le altre forme di violenza fisica e morale; bisogna promuovere nelle scuole, nella famiglia, tra i giovani e in qualunque altra realtà, così come sta facendo l’organizzazione dei Maestri Del Lavoro col predetto convegno, la cultura del rispetto della donna alla quale deve riconoscersi parità dei diritti, essendo non inferiore all’uomo e dotata di  grandi qualità umane, di grandi virtu’ e per le sue funzioni di moglie, madre e lavoratrice si sottopone a maggiore fatica rispetto a quella dell’uomo.  Cultura del rispetto significa anche condanna di tutte le forme di violenza esercitate contro le donne. Così potremo contribuire alla giusta ed etica formazione civile e sociale delle nuove generazioni.

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