Il dialetto come memoria viva
San Mauro Mare e il congresso A.N.PO.S.DI.: quando la poesia diventa custodia di identità

Nel tempo della comunicazione rapida, delle parole abbreviate e di una lingua sempre più uniforme, incontri come il congresso nazionale dell’A.N.PO.S.DI. assumono un significato che va oltre il semplice appuntamento culturale. A San Mauro Mare, nel maggio 2026, poeti, studiosi e autori provenienti da diverse regioni italiane si sono ritrovati attorno a un tema che riguarda profondamente la memoria collettiva del Paese: il valore della lingua dialettale come patrimonio culturale vivo.
Il congresso, inserito nelle attività nazionali dell’associazione, ha proposto incontri, letture poetiche e momenti di riflessione dedicati al rapporto tra lingua, identità e territorio. Tra gli appuntamenti più significativi vi è stato l’intervento dello studioso Ivan Simonini dal titolo “Pascoli tra latino e dialetto”, dedicato alla figura di Giovanni Pascoli e alla sua capacità di tenere insieme cultura colta e lingua popolare.
La scelta di San Mauro Mare e della vicina terra pascoliana non appare casuale. In questi luoghi il dialetto non è soltanto un residuo folklorico, ma una forma di espressione ancora profondamente legata alla memoria familiare, al paesaggio umano e alla musicalità della vita quotidiana. Pascoli stesso aveva compreso che nella lingua popolare sopravvive una parte autentica dell’esperienza umana: una lingua capace di custodire emozioni, gesti, ironie e dolori che spesso l’italiano standard tende a rendere più astratti.
Il valore di manifestazioni come quella promossa dall’A.N.PO.S.DI. consiste proprio in questo: ricordare che il dialetto non rappresenta un linguaggio “minore”, ma una diversa modalità di guardare il mondo. Ogni dialetto contiene infatti una visione della realtà, una memoria storica, un rapporto particolare con il tempo e con le relazioni umane. Quando un dialetto scompare, non si perde soltanto un insieme di parole: si impoverisce una parte della sensibilità collettiva.
Nel corso del Novecento molti dialetti italiani hanno rischiato di essere relegati ai margini della vita culturale. Oggi, invece, si assiste a un fenomeno nuovo: sempre più studiosi, poeti e giovani autori tornano a considerarli strumenti espressivi di grande forza narrativa e poetica. Non per nostalgia sterile, ma per il bisogno di recuperare autenticità e radici in una società spesso frammentata e impersonale.
In questo contesto la poesia dialettale assume anche una funzione civile. Essa restituisce dignità alle culture locali, crea ponti tra generazioni e mantiene vivo il rapporto tra memoria orale e scrittura. Non è un caso che gli incontri A.N.PO.S.DI. siano spesso caratterizzati non solo da letture poetiche, ma anche da momenti di dialogo umano e conviviale: il dialetto nasce infatti dalla comunità e continua a vivere soltanto dentro una comunità.
Importante appare anche la presenza di figure come Franco Bruno Vitolo, autore impegnato da anni nella valorizzazione della poesia dialettale e della cultura territoriale. Attraverso studiosi e poeti di questo genere, il dialetto continua a essere non soltanto memoria del passato, ma linguaggio capace di interrogare il presente.
Il congresso di San Mauro Mare ci ha ricordato che le parole hanno ancora un peso umano, una sonorità, una storia. E che forse proprio nei dialetti sopravvive una delle forme più profonde della memoria italiana.

Chi è l’A.N.PO.S.DI.
L’A.N.PO.S.DI. rappresenta una delle realtà culturali più longeve e significative dedicate alla tutela della poesia e della lingua dialettale in Italia. Fondata a Roma nel 1952 da un gruppo di poeti provenienti da diverse regioni italiane, l’associazione nacque con l’obiettivo di valorizzare i dialetti come autentico patrimonio culturale e letterario del Paese.
Nel corso della sua lunga storia l’A.N.PO.S.DI. ha riunito centinaia di poeti, scrittori e studiosi delle tradizioni linguistiche locali, promuovendo convegni nazionali, incontri poetici, pubblicazioni e attività culturali dedicate alla salvaguardia delle parlate regionali. Tra i suoi iscritti figurano importanti nomi della poesia dialettale italiana, testimonianza del prestigio culturale raggiunto dall’associazione nel tempo.
Particolarmente significativa è l’attività dei convegni nazionali, organizzati periodicamente in diverse città italiane, durante i quali le varie lingue dialettali si incontrano in un clima di confronto culturale, amicizia e condivisione. Proprio questa pluralità di voci rappresenta uno degli aspetti più originali dell’associazione: far dialogare tradizioni linguistiche differenti mantenendo viva la memoria culturale dei territori italiani.
Attraverso la rivista Voci Dialettali, le antologie poetiche e le iniziative pubbliche, l’A.N.PO.S.DI. continua ancora oggi a difendere il valore della poesia dialettale, considerata non come espressione marginale o folklorica, ma come una forma autentica di identità, memoria e sensibilità popolare.
