Istanbul e Cambogia, viaggio tra pietra, luce e memoria
Un intenso incontro su piattaforma ZOOM ha guidato i partecipanti tra la grande architettura ottomana e il fascino sacro di Angkor

Nella serata di mercoledì 8 aprile 2026, sulla piattaforma Zoom, si è svolto un incontro culturale di particolare interesse dedicato a Istanbul e alla Cambogia, due luoghi lontani tra loro nello spazio, ma accomunati da una straordinaria ricchezza storica, monumentale e spirituale.
Dalle rive del Bosforo ai templi khmer: racconto di un incontro culturale
L’appuntamento, seguito da un pubblico attento e partecipe, ha proposto un itinerario ideale attraverso civiltà, paesaggi urbani, architetture sacre e memorie profonde, offrendo ai presenti non soltanto informazioni, ma anche suggestioni, riflessioni e autentiche emozioni.
La prima relazione, dedicata a Istanbul, è stata affidata al professor Rosario Sanguedolce, docente universitario di farmacologia all’Università di Palermo, che ha accompagnato i presenti in un percorso originale e appassionato, nato anche dalla sua personale esperienza di viaggio. Il suo intervento, significativamente intitolato “Istanbul 1994: ottocento scatti prima di capire Sinan”, ha preso avvio da una memoria vissuta: un soggiorno nella città sul Bosforo nell’ottobre del 1994, documentato attraverso centinaia di fotografie su pellicola, quando il digitale non aveva ancora cambiato il modo di guardare e di conservare il ricordo.

Da quell’esperienza è emersa con forza la figura di Mimar Sinan, il grande architetto dell’età ottomana, presentato come il vero artefice dello skyline monumentale di Istanbul. Attraverso un’esposizione chiara e coinvolgente, il relatore ha illustrato il passaggio dalla lezione di Santa Sofia alla piena maturità progettuale delle grandi moschee ottomane, soffermandosi in particolare sul tema dello spazio e della luce, elementi centrali nella concezione architettonica di Sinan. La cupola, non più relegata a una zona decentrata dell’edificio, ma posta al centro di una struttura quadrata e armonica, diventa così il fulcro di un ambiente aperto, luminoso, unitario, capace di accogliere il fedele in una dimensione di vastità e di raccoglimento.

Le immagini commentate dal professor Sanguedolce hanno ripercorso alcuni dei luoghi più emblematici della città: Santa Sofia, con la sua grandiosità e le sue stratificazioni storiche; la moschea di Solimano, dove la visione di Sinan si esprime in forma compiuta; la Moschea Blu, con la sua atmosfera sospesa e il riflesso azzurrato delle celebri piastrelle; il Topkapi, con i suoi cortili, i padiglioni, l’harem e la biblioteca; il fastoso palazzo di Dolmabahçe, testimonianza di un Ottocento ottomano aperto all’influenza europea. Ne è scaturito il ritratto di una Istanbul non riducibile a cartolina esotica, ma letta come luogo in cui si incontrano Oriente e Occidente, grandezza imperiale, ricerca estetica e complessità storica.
La seconda parte dell’incontro ha condotto i presenti in Cambogia, tra il Palazzo Reale di Phnom Penh e il vastissimo complesso archeologico di Angkor. Il relatore, il notaio Salvatore Abbruscato, ha proposto una sintesi efficace della storia cambogiana, richiamando la stagione dell’Impero Khmer, l’indipendenza raggiunta nel 1953, la tragedia della guerra civile e il terribile genocidio perpetrato dai Khmer rossi tra il 1975 e il 1979. Un inquadramento storico necessario, che ha dato maggiore profondità alla successiva lettura dei monumenti.

Di particolare fascino la descrizione del Palazzo Reale di Phnom Penh, illustrato come un insieme prezioso di pagode, edifici solenni, giardini e decorazioni che immergono il visitatore nella tradizione religiosa e simbolica del Paese. Ma il cuore della relazione è stato naturalmente Angkor Wat, presentato nella sua imponenza e nel suo valore universale. Le immagini dei templi, delle torri santuario, dei corridoi, dei bassorilievi, delle apsaras danzanti e della vegetazione che in più punti sembra riassorbire la pietra, hanno restituito il senso di un luogo in cui arte, religione e cosmologia si fondono in una visione grandiosa.
Tra palazzi e templi: la Cambogia sospesa tra memoria e sacralità

L’intervento ha insistito non solo sulla maestosità del sito, ma anche sul suo significato culturale e simbolico: Angkor come una delle più alte espressioni dell’architettura religiosa del Sud-Est asiatico, luogo identitario per la Cambogia contemporanea e insieme patrimonio dell’umanità. Non è mancato un accenno ai restauri, alla tutela internazionale e al riconoscimento UNESCO, che hanno contribuito alla rinascita del complesso e alla sua valorizzazione nel mondo.

اللهم افتح لنا أبواب رحمتك
(Allāhumma iftaḥ lanā abwāba raḥmatik)
“O Dio, aprici le porte della Tua misericordia.”
A rendere ancora più interessante la serata è stato, nella parte finale, il dialogo con gli ospiti intervenuti. La professoressa Cinzia Defendi, artista visiva dell’Accademia di Brera e studiosa di archeoastronomia, ha anticipato il tema del prossimo incontro, annunciando una lettura di Angkor da un punto di vista nuovo e affascinante: quello degli orientamenti astronomici dei monumenti e del rapporto tra architettura sacra e cielo. Nelle sue parole, Angkor Wat non è soltanto un monumento, ma una vera e propria “macchina cosmica”, un organismo simbolico costruito in relazione agli astri, al tempo e al sacro.
Anche il professor Giuseppe Mangano, docente di astronomia, ha offerto il proprio contributo, allargando il discorso all’importanza dell’archeoastronomia come disciplina capace di mettere in relazione reperti, monumenti, calendari antichi e osservazione del cielo. Il breve confronto finale, denso di curiosità e spunti, ha mostrato quanto il confine tra storia, archeologia, arte e scienza possa diventare fecondo quando è attraversato con passione e competenza.
L’incontro si è concluso in un clima di viva cordialità, con la soddisfazione per una partecipazione significativa e con l’invito al prossimo appuntamento, fissato per lunedì 13 aprile alle ore 21, ancora sulla stessa piattaforma, dedicato proprio all’archeoastronomia e al caso di Angkor.

La mia relazione sulla Cambogia e in particolare quella sul tempio montagna di Angkor Wat, illustrata da diverse fotografie con commenti, ha attirato l’attenzione di due illustri studiosi la professoressa di archeoastronomia Cinzia Defedi e il prof. di astronomia Giuseppe Mangano i quali hanno proposto un ulteriore incontro per parlare del rapporto tra il tempio e l’astronomia: tale incontro avverra’ il 13 aprile ore 21 sulla mia piattaforma zoom alla quale si puo’ accedere col seguente link.
https://us02web.zoom.us/j/9752342018
ID riunione: 975 234 2018. Pass code 7rTfU0 l’ultimo carattere è lo zero.
Ringrazio il prof. Francesco Pintaldi per questo articolo che descrive l’incontro dell’8 aprile con precisione e dovizia di particolari
Salvatore Abbruscato
Egregio prof. Pintaldi le sue considerazioni sulla conferenza da me tenuta su Istanbul hanno avuto il pregio di centrare in pieno il significato del mio dire. Ho voluto parlare di una figura di grande artista che ormai giace negletta relegata ai soli testi di storia Ottomana. Eppure dal 1550 fino a tutto il 1800 la figura, l’arte di Mimar Sinan hanno giganteggiato non solo nel panorama di Istanbul ma anche e soprattutto in ambito europeo cio’ è spiegato dal numero elevato di turisti/visitatori che ogni anno vanno a vedere le opere di Sinan e dei suoi allievi restano attoniti nel momento in cui entrano in una mosche e vengono avvolti e storditi dalla musica del silenzio scandito dalla visione di quel che vedono e sentono la percezione di uno spazio che non è più una astrazione ma diventa una mantello che avvolge il visitatore e la luce nuova potente del sole lo guida in un percorso attraverso la mosche alla scoperta di un mondo del tutto nuovo e pieno di meraviglie. Forse caro professore noi italiani dovremmo abbandonare l’abito caciarone che gli stranieri ci hanno cucito addosso e aprirci a vasti e nuovi orizzonti guidati magari dall’occhio vigile e attento di un grande maestro che fu Sinan che continua ancora oggi a parlarci con le sue moschee, i suoi palazzi e la bellezza che ha saputo creare. Grazie suo Rosario Sanguedolce
Con grande partecipazione ho seguito l’incontro culturale di mercoledì scorso 8 aprile 2026, e desidero esprimere un sentito ringraziamento per le due presentazioni così coinvolgenti del professor Rosario Sanguedolce e del notaio Salvatore Abbruscato.
Il viaggio a Istanbul, con la suggestione della Moschea Blu, e quello in Cambogia tra i templi, mi hanno profondamente colpita: due percorsi diversi ma uniti da una forte dimensione spirituale e simbolica, capaci di evocare bellezza, storia e senso del sacro.
Ho vissuto questi racconti non solo come semplici itinerari, ma come vere esperienze interiori. In particolare, il valore del vedere e del sentire attraverso il diario di viaggio condiviso ha reso tutto ancora più autentico: non una narrazione distante, ma una trasmissione viva di percezioni, emozioni e dettagli che permettono di entrare realmente nei luoghi. Le fotografie personali, inoltre, hanno avuto come protagonista la Bellezza dell’arte nel mondo, capace di manifestarsi attraverso le opere che grandi uomini sanno realizzare.
Desidero inoltre aggiungere una nota personale: la presentazione del viaggio in Cambogia del notaio Abbruscato, che ringrazio per avermi offerto così uno stimolo prezioso al dialogo e alla ricerca condivisa, è stata per me fonte d’ispirazione per riprendere e approfondire uno studio di archeoastronomia sul meraviglioso e incredibile tempio di Angkor Wat, iniziato anni fa e che, proprio in questa occasione, ho deciso di sviluppare e presentare con la speciale collaborazione dell’astrofisico professor Mangano, grande studioso di archeoastronomia.
Ringrazio di cuore chi ha condiviso queste esperienze e tutto il gruppo per il clima di attenzione e sensibilità.
Un caro saluto a tutti.
Gentile prof.ssa Defendi E’ stato per me un grande piacere e un diletto dell’intelletto e una fortuna conoscere Lei e il prof Mangano, nell’incontro online dell’8 aprile nel corso del quale abbiamo parlato delle bellezze di Istanbul e di quelle del sito archeologico Angkor ,il più’ vasto sito tra quelli che esistono sulla terra. Grazie per la vostra importante presenza e per il vostro impegno a trattare il 23 aprile ore 21 sulla mia piattaforma zoom le relazioni astronomiche del tempio montagna Angkor Wat.
dele 23 aprile metti 13 aprile
https://shorturl.fm/EDXzU