Sanremo 2026, una prima serata tra conferme e primi equilibri
Tra omaggi alla tradizione e nuove proposte, la stampa traccia la prima mappa della competizione
È iniziata martedì 24 febbraio, dal palco del Teatro Ariston, la 76ª edizione del Festival di Sanremo. La serata inaugurale ha rispettato la liturgia della kermesse: apertura solenne, presentazione dei trenta artisti in gara, alternanza di musica e spettacolo, con uno sguardo costante alla tradizione ma senza rinunciare a un ritmo televisivo serrato.
Alla conduzione Carlo Conti, affiancato da Laura Pausini e dall’attore Can Yaman, in una formula improntata alla misura. L’avvio è stato segnato da un omaggio alla storia del Festival, con un ricordo di Pippo Baudo, figura simbolo di tante edizioni.

I trenta Big e il primo verdetto della stampa
Come previsto dal regolamento, tutti e trenta gli artisti hanno presentato per la prima volta i brani in concorso. A votare è stata esclusivamente la giuria della sala stampa, tv e web, chiamata a fornire un primo orientamento critico.
Non è stata resa nota una classifica completa, ma soltanto una top five provvisoria, senza ordine di piazzamento. È in questo contesto che sul tabellone apparso in diretta televisiva alcuni nomi sono stati evidenziati in verde: si tratta degli artisti entrati tra i cinque più votati della serata secondo la stampa. Tra questi figurano Arisa e Fulminacci, insieme ad altri tre concorrenti particolarmente apprezzati in questa prima uscita.
Un’indicazione importante, ma non definitiva: storicamente, il peso della prima serata è orientativo e può essere ribaltato nelle successive votazioni.
Le esibizioni più osservate
Tra le performance che hanno attirato maggiore attenzione, quella di Ditonellapiaga con “Che fastidio!”, proposta energica e coerente sul piano stilistico. Serena Brancale, con “Qui con me”, ha convinto per intensità interpretativa e controllo emotivo.
Molto attesa la coppia Fedez–Marco Masini con “Male necessario”, brano che intreccia dimensione personale e racconto generazionale, accolto con interesse per l’incontro tra due percorsi artistici differenti.
Tra i nomi di maggiore richiamo anche Patty Pravo, Levante, Tommaso Paradiso ed Elettra Lamborghini, ciascuno con una proposta in linea con la propria identità musicale.

Top e riserve della critica
Le prime pagelle hanno evidenziato una linea comune: vengono premiate le canzoni capaci di coniugare immediatezza melodica e solidità dell’arrangiamento, evitando formule troppo prevedibili. In questa direzione si collocano i giudizi positivi per alcuni dei nomi entrati nella top five.
Non sono mancate, tuttavia, riserve su brani giudicati formalmente corretti ma poco innovativi. Su Mara Sattei e Dargen D’Amico si sono concentrate valutazioni che parlano di proposte curate ma non del tutto distintive. Anche la performance di Arisa ha diviso: apprezzata l’interpretazione, meno convincente, per alcuni osservatori, la scrittura del pezzo.
Nel complesso, il livello medio appare solido, senza cadute evidenti ma anche senza un exploit unanimemente riconosciuto già alla prima uscita.

Ospiti e atmosfera
La presenza di Tiziano Ferro come superospite ha rappresentato uno dei momenti più intensi della serata, accolto con entusiasmo dal pubblico dell’Ariston.
L’atmosfera generale è apparsa composta e concentrata sull’ascolto. Un avvio sobrio, che sembra voler riportare al centro la canzone più che l’evento spettacolare.
Come funzionano le votazioni
Per comprendere il significato della top five della prima serata, è utile ricordare il meccanismo di voto del Festival 2026, costruito su un sistema progressivo e bilanciato.
Nella prima serata vota esclusivamente la sala stampa. Dalla seconda e terza entrano in gioco il televoto del pubblico e la giuria delle radio, generalmente con peso equilibrato. La quarta serata, dedicata alle cover, prevede il contributo congiunto di tutte le giurie e incide sulla classifica generale.
La finale si articola in due fasi: prima viene stilata una graduatoria complessiva sulla base dei voti accumulati, poi i primi cinque accedono alla superfinale, dove una nuova votazione combinata tra televoto, stampa e radio determina il vincitore.
Un sistema che prova a bilanciare giudizio tecnico, gradimento popolare e potenziale radiofonico.
La prima serata del Festival 2026 si chiude dunque nel segno della misura e dei primi equilibri. Le indicazioni della stampa offrono una fotografia iniziale, ma come spesso accade a Sanremo, sarà la dinamica delle prossime serate a ridefinire gerarchie e aspettative.
