Da Tunisi a Palermo, il Mediterraneo si racconta
Soumaya Bourougaaoui presenta a Maredolce il suo libro dedicato alla Tunisia, crocevia di popoli e culture

Palermo si prepara ad accogliere una gradita ospite, già profondamente legata alla città e all’Associazione Castello e Parco di Maredolce. Dal 20 al 25 luglio sarà infatti nel capoluogo siciliano la scrittrice e docente tunisina Soumaya Bourougaaoui, che il 21 luglio presenterà al Castello di Maredolce il suo recente volume La Tunisia, crocevia di popoli, di culture e di religioni tra passato e presente.
Non si tratta di una visita occasionale. Come racconta il presidente dell’Associazione Maredolce, Domenico Ortolano, il rapporto con l’autrice nasce ormai da diversi anni ed è diventato un’autentica amicizia culturale. Bourougaaoui è infatti socia dell’Associazione e torna a Palermo ogni volta che ne ha l’occasione, considerandola una città del cuore.

Questa scelta non sorprende. Palermo e Tunisi condividono una storia millenaria fatta di incontri, commerci, migrazioni e contaminazioni culturali. Due città affacciate sullo stesso mare che, più che dividerle, le ha unite nel corso dei secoli.
È proprio questo il filo conduttore del libro della scrittrice tunisina.
L’opera non è soltanto un saggio storico, ma un itinerario attraverso la memoria di un Paese che l’autrice descrive come un autentico mosaico di civiltà. Dall’antica Cartagine al periodo islamico, dalla presenza ebraica alla comunità italiana di Tunisia, fino alle trasformazioni della società contemporanea, il volume mostra come la Tunisia sia stata, e continui a essere, un luogo di dialogo fra popoli e religioni.
Nella prefazione, la giornalista Francesca Spinola definisce il libro «un viaggio, memoria e atto d’amore verso una terra che da sempre vive all’incrocio di mondi diversi», sottolineando come la narrazione intrecci storia, geografia, architettura e testimonianze personali in un racconto capace di restituire la ricchezza della civiltà mediterranea.
Particolarmente significativo è lo spazio dedicato ai rapporti con la Sicilia.
L’autrice individua infatti profonde affinità tra le due sponde del Canale di Sicilia: le architetture arabe, le memorie normanne, le stratificazioni storiche comuni e, soprattutto, luoghi simbolici come il Castello di Maredolce, richiamato nel volume quale testimonianza concreta di un patrimonio culturale condiviso.

Non è dunque casuale che proprio Maredolce ospiti questa presentazione.
Il castello, nato durante la dominazione islamica e trasformato dai sovrani normanni in una delle loro residenze più suggestive, rappresenta ancora oggi uno dei simboli più eloquenti dell’incontro fra Oriente e Occidente. Parlare qui di Tunisia significa far dialogare due storie che, pur appartenendo a Paesi diversi, continuano a riflettersi l’una nell’altra.
Nel libro emergono inoltre le vicende degli italiani di Tunisia, delle famiglie nate dall’incontro fra cattolici, musulmani ed ebrei, della lingua siculo-tunisina e delle migrazioni che hanno contribuito a costruire un’identità mediterranea comune. Non una semplice successione di eventi storici, ma il racconto di una convivenza quotidiana che, attraverso le persone e le loro storie, diventa patrimonio condiviso.
L’incontro di Palermo offrirà quindi l’occasione non solo per conoscere il nuovo lavoro editoriale di Soumaya Bourougaaoui, ma anche per riflettere sul ruolo del Mediterraneo come spazio di dialogo, tema oggi più che mai attuale.

Come si leggerà nell’opera La Tunisia crocevia di popoli, culture e religioni tra passato e presente, di Soumaya Bourougaaoui, viene riportata la mia esperienza di viaggio in Tunisia. Un breve momento della mia vita in Terra d’Africa che mi ha cambiato il modo di interpretare la Storia. Soumaya ed io non ci eravamo, come ancor oggi, conosciuti ma gli imperscrutabili misteri della vita hanno fatto sì che si stabilisse, attraverso il tempo, un escatologico contatto tra noi. Esperienze e storie, molto spesso contrastate, hanno per secoli accomunato Tunisia e Sicilia. È pero’ finalmente giunto un nuovo modo di convivere e di relazionarsi per spingerci alle riflessioni sulle vicende del passato e pensare ad un futuro sempre più condiviso. Soumaya coglie questo spunto per dare il suo notevole contributo allo sviluppo e conoscenza dei nostri rispettivi popoli.