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Una lettura che dialoga con il libro

Recensione del libro Luce di tede a cura di Sandra Guddo

Ogni autore, quando consegna un libro ai lettori, compie un gesto di fiducia. Le pagine che ha scritto cessano di appartenergli esclusivamente e iniziano un nuovo percorso attraverso gli occhi, la sensibilità e l’esperienza di chi le legge.

Per questo motivo accolgo con particolare piacere la recensione che la scrittrice Sandra Guddo ha dedicato a Luce di Tede. Più che una semplice analisi critica, il suo scritto rappresenta un dialogo autentico con il libro, una riflessione che ne coglie lo spirito profondo e la volontà che ne ha guidato la realizzazione: condividere il piacere della conoscenza e stimolare la curiosità verso i molteplici aspetti del sapere umano.

Sandra Guddo ha saputo individuare alcuni dei temi che attraversano l’opera: l’amore per la cultura, l’attenzione alla storia delle idee, l’interesse per le figure che hanno contribuito alla crescita del pensiero scientifico e umanistico, il valore dell’apprendimento come percorso che non si conclude mai. La sua lettura mette inoltre in luce un aspetto che considero fondamentale: ogni conoscenza autentica non chiude domande, ma ne apre di nuove.

Pubblico quindi con gratitudine questa recensione, certo che potrà offrire ai lettori uno sguardo interessante e personale su Luce di Tede, invitandoli a intraprendere, a loro volta, quel viaggio tra numeri, storia, arte, scienza e umanità che il libro propone.

Francesco Pintaldi

LUCE DI TEDE 

Recensione a cura di SANDRA GUDDO

La vera saggezza, come afferma Socrate, consiste nell’essere consapevoli del fatto che più si conosce e più c’è da imparare. Il vero saggio, infatti, è colui che sa di non sapere! Il volume di oltre quattrocento pagine “LUCE DI TEDE” sembra esaurire la sete di conoscenza poiché è una vera “summa” di saperi che spazia dalla matematica e fisica all’architettura ed urbanistica, dalla filosofia e teologia allo storia e al mito, dallo sport e curiosità alla musica e alla poesia con una disinvoltura che è propria del divulgatore scientifico che utilizza un linguaggio limpido e chiaro, uno stile fluente e armonioso evitando con cura inutili panegirici e giochi di parole che appartengono invece a pacchiani imbonitori. Leggere “Luce di tede” equivale ad immergersi in un oceano di saperi ma anziché uscirne rinfrancati si esce con altre mille curiosità da soddisfare mentre la sete di conoscenza è cresciuta nella consapevolezza che rimane ancora tanto da imparare e anziché, una volta
finito di leggere il libro, lo si mette da parte, come afferma il professore Domenico Ortolano, viene la voglia di rileggerlo per approfondire determinati contenuti che non sono familiari come la versiera, la curva matematica, già descritta da Grandi ma divulgata dalla scienziata Maria Gaetana Agnesi che ha preferito scrivere in italiano anziché in latino com’era in uso in quel periodo proprio per facilitare la lettura ai suoi
studenti. Una donna studiosa di matematica in un’epoca in cui si riteneva che le
donne non fossero capaci di sostenere studi così complessi. La pensa in modo diametralmente opposto Francesco Pintaldi allorché afferma che: <A lei si riconosce il merito di essersi interessata degli ultimi sviluppi
della matematica superiore a dispetto di quanti sostenevano che le donne non potessero accedervi>.

Maria Gaetana Agnesi (Milano 1718/1799) matematica, filosofa e linguista italiana può essere considerata un’icona del secolo dei lumi nel quale ella nacque e visse: una bambina prodigio, una studiosa infaticabile, una donna pia che dedicò gli ultimi anni della sua vita alla cura dei malati tanto da rifiutare la cattedra di matematica a Bologna lasciando, infine, ai poveri e ai malati tutti i suoi beni. Francesco Pintaldi è uno scrittore dalla sensibilità raffinata che h dedicato alcuni dei suoi libri più belli alle donne come “Anne, la donna che conobbe tre secoli” o “Isabella la regina senza infanzia” o il libro che uscirà a breve, dedicato alla cantante lirica Maria Malibran. Tale peculiarità aumenta il fascino e l’originalità della sua scrittura che vuole
dare voce a chi non l’ha avuta in modo adeguato quando era in vita. La sua attenzione verso le donne è una qualità rara in un mondo che è sempre stato dominato dal potere maschile.
Il libro intero è stato ideato e prodotto dall’Autore che con il titolo “Luce di Tede” e l’immagine della copertina vuole rendere omaggio al secolo dei lumi (tede, infatti, significa fiaccola) rappresentando sotto la versiera l’immagine della scienziata e le radici dell’albero della conoscenza che può crescere soltanto in un terreno fertile. Un monito, un messaggio rivolto a tutti ed in particolare ai giovani in una realtà in cui si registra un calo di alfabetizzazione e di analfabetismo di ritorno. “Un testamento intellettuale”, come sostiene Lino Buscemi o, come afferma Salvatore Abbruscato: “Gli argomenti trattati sono innumerevoli e la sensazione che si prova è quella di navigare nell’oceano senza scorgere l’orizzonte tanto è lontano”. Un’opera geniale partorita da una mente libera da pregiudizi e votata alla ricerca della verità. della verità.

2 pensieri riguardo “Una lettura che dialoga con il libro

  • Salvatore Abbruscato

    Ottima recensione ampia profonda che ci aiuta a conoscere meglio il libro del prof Pintaldi : brava Sandra

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  • Domenico ortolano

    Ottima descrizione la tua ed il contenuto del libro (Luce di tede) dell’amico comune prof. Francesco Pintaldi. Hai reso interessante ciò che Francesco con la sua vasta conoscenza e studi ha inserito nel libro con la novità del qr code cosi si può meglio capire certi aspetti del contenuto.

    Rispondi

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